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Dove c'erano le tende

data pubblicazione: 06/05/2018 periodo: 10 maggio 2018 luogo: FPschool, via Spartaco, 36 Milano


Mario Capriotti, dal libro 42.334N,13.334E. © Mario Capriotti.

42.334 Nord, 13.334 Est sono le coordinate geografiche dell'epicentro delle scosse telluriche che, nel 2009, hanno portato distruzione e morte a L'Aquila. Mario Capriotti ha raccontato il dopo terremoto studiando i dati e i riferimenti topografici ufficiali della Protezione Civile relativi alla dislocazione dei campi in cui sono state erette le tendopoli con cui sono stati adempiuti i primi soccorsi.


Mario Capriotti, dal libro 42.334N,13.334E. © Mario Capriotti.

Ritornando più volte in questi luoghi tra il 2016 e il 2017, Mario Capriotti ha voluto conservare una memoria dell'accaduto fotografando i luoghi in cui sorgevano i campi tornati alla normalità «Spazi nuovi, non familiari racconta , luoghi forzatamente condivisi dove ho immaginato fosse impossibile delineare confini e dove le popolazioni abruzzesi, già private della loro casa e, per molti, della memoria racchiusa ed identificata in essa, venivano ora private di ogni comodità e intimità, in un continuo stato di emergenza ed adattamento. Spazi aperti, ampi, luoghi di sosta indeterminabili, ma soprattutto, luoghi di salvezza».


Mario Capriotti, dal libro 42.334N,13.334E. © Mario Capriotti.

Da questo lavoro è nato un volume fotografico che è stato inserito nel Fotografia Europea Circuito OFF Correggio con il Patrocinio dell'Amministrazione Provinciale dell'Aquila e potrà essere acquistato in occasione della serata. Sfogliando le sue pagine colpisce l'assenza di tracce degli eventi catastrofici che hanno segnato l'area e le cui conseguenze in realtà non sono ancora state risolte. La Natura è ritirata alla sua normalità, non ci sono tracce dei drammi che si sono consumati sotto le tende che che occupavano quelli che oggi sono spazi aperti, paesaggi come tanti altri sul territorio italiano.


Mario Capriotti, dal libro 42.334N,13.334E. © Mario Capriotti.

La memoria dell'accaduto rimane nell'anima di chi ha vissuto quei momenti e concettualmente le fotografie di Capriotti che ha scelto eticamente di non concedere praticamente nulla al piacere dell'occhio, proprio per conservare, nel rispetto degli involontari protagonisti di quella vicenda, il ricordo di quanto accaduto. Proprio in quell'apparente distacco dato dalla forma narrativa scelta risuona con maggior fragore il senso effimero della nostra esistenza che è nulla al cospetto alla natura e, purtroppo spesso, anche di fronte alla memoria degli uomini.


Mario Capriotti, dal libro 42.334N,13.334E. © Mario Capriotti.

In occasione della serata dedicata al lavoro fotografico di Mario Capriotti, verrà presentato anche il collettivo fotografico Polaroads di cui lo stesso Capriotti fa parte e a chiusura dell'incontro gli intervenuti potranno gustare le squisitezze preparate da Alessia Aloe di Diritto in Cucina.

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