Il
Prix de la Photographie Paris (PX3) si conferma uno dei palcoscenici internazionali più autorevoli per celebrare la ricerca visiva e l'eccellenza fotografica globale.
Per FPschool, l'edizione di quest'anno ribadisce una costante: la forza di una didattica capace di trasformare la passione e la visione autoriale in successi di livello internazionale. Un percorso d'eccellenza che, nelle passate edizioni, ha visto brillare talenti come
Orietta Masala, Selina Bressan e Chiara Zetti [cite: , https://www.fpschool.it/anche_selina_bressan_trionfa_al_px3-d14525, https://www.fpschool.it/honorable_mention_anche_per_chiara_zetti_al_px3-d15987].
I vincitori e i progetti di FPschool al PX3 2026
L'edizione 2026 vede protagonisti autori legati alla scuola che hanno saputo distinguersi con progetti di grande intensità espressiva e concettuale:
Antonella Barbuscia conquista il prestigioso Silver in Book/Other con il progetto Vesti la giubba, un'intensa riflessione visiva sul divario tra identità imposte, apparenza sociale e tumulto interiore.
Marco Facciano firma un vero e proprio trionfo ottenendo molteplici e importanti riconoscimenti:
Gold in Book/Other con l'opera The Voice of Time, un progetto che restituisce voce ed emozione a memorie e ritratti del passato salvati dall'oblio.
Bronze in Book/Other con Urban Eclipses, in cui il ritmo rallentato della provincia dialoga – attraverso il mosso e la dissolvenza delle forme – con la frenesia alienante della metropoli.
Honorable Mention con il progetto Time sat down to wait, dedicato allo spopolamento silenzioso dei borghi piemontesi.
Honorable Mention con Fuori Fuoco - Blurred Belonging, un'indagine visiva sul senso di estraneità e sulla vibrazione della solitudine contemporanea.
Caterina Sfondrini si aggiudica il Bronze in Fine Art/Still Life con la serie Still Life with flowers, un lavoro intimo e raffinato che esplora la tridimensionalità e le riflessioni della luce su piccole composizioni floreali disposte su superfici a specchio.
Risultati straordinari che confermano la vitalità della scuola milanese e la qualità di un percorso formativo dove la fotografia diventa autentico strumento di narrazione e autorialità.